FAVOLE AL TELEFONO

Nella mia libreria non mancano i racconti di Gianni Rodari.
Li adoro, anche perché hanno il prezioso dono di essere sintetici, farciti e gustosi.
Come un’ape, gli ronzo intorno.
Poi mi poso sulle pagine.
Estraggo il nettare.
E rielaboro.
Un vero nutrimento per la mente e per il cuore.
Di tutti i racconti che ho letto, due in particolare mi hanno colpito.
Il primo si intitola ‘ Brif, bruf, braf ‘ e il secondo ‘ Il Paese senza punta.
Entrambi sono presenti all’interno del libro ‘FAVOLE AL TELEFONO‘.
Brif, bruf, braf  è un racconto sbarazzino, e parla di complicità, di gioco, di divertimento.
Due adulti osservano due bambini, mentre parlano in un linguaggio inventato.
La donna non li capisce e li giudica sciocchi.
L’uomo, invece, ha colto il senso del loro gioco e ne comprende il significato.
Provate a leggerlo!
Rimarrete incantati dalla semplicità del testo e dalla potenza del messaggio.
L’invito è quello di accogliere il fanciullo che è dentro di noi, conservando uno spirito curioso, ‘leggero’, capace di mantenerci sempre in una dimensione di stupore e meraviglia.
Ma non solo…
Il racconto ci parla anche di empatia e dell’importanza di conoscere, prima di giudicare.
Il Paese senza punta coniuga etica e poesia.
Tra le righe del testo si percorrono sentieri collegati all’educazione, alla cura, all’attenzione verso l’altro.
Per parlare di ‘RISPETTO’ Rodari sceglie il modo più poetico, inventando un paese che dà cittadinanza ai cuor gentili, e dove il protagonista del racconto vorrebbe vivere…
Ne rimarrete affascinati!
La forza di questo autore, a mio parere, è quella di riuscire a condensare in poche righe temi di natura filosofica, in una cornice ludica, che strizza l’occhio a bambini e adulti.
Con Rodari l’educazione avviene in rima e filastrocche.
Cosa volete di più?